Grandi pesci predatori e mercurio

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Grandi pesci predatori e mercurio

Il pesce è uno degli alimenti più consigliati ma sarà anche il più sano e sicuro?

Estremamente interessante è il tema della contaminazione da metilmercurio, la forma del metallo più assorbita dall’uomo, che ne risulta quasi esclusivamente attraverso il consumo di prodotti della pesca. La specie più esposta alla contaminazione chimica da mercurio è il pesce spada e gli italiani, soprattutto nelle regioni del Nord, ne sono grandi consumatori. Quello fresco arriva soprattutto dalla Spagna e, se pescato in Mediterraneo, risulta avere livelli di metilmercurio più elevati rispetto a quello di origine atlantica.

Le donne in gravidanza e i bambini, per essere tranquilli, non dovrebbero mangiare gli squali (palombo, verdesca, smeriglio), il pesce spada e i tonni di grandi dimensioni come quello rosso, qualcuno fa riferimento anche allo sgombro, ma menziona una specie che non si consuma in Italia.

Le donne in età feconda, in gravidanza e in fase di allattamento dovrebbero limitare il consumo di pesci di grossa taglia, in cui il mercurio si accumula con più facilità per la biomagnificazione: quel processo che porta i predatori ad avere concentrazioni più alte di contaminanti rispetto alle prede.

La Commissione Europea, a maggior tutela delle fasce di popolazione più sensibili all’esposizione di metilmercurio ha diffuso una specifica comunicazione nella quale si consiglia il consumo di una porzione settimanale non superiore a 100 gr per quanto riguarda grandi pesci predatori (come pescespada, squaliformi, merlin e lucci) e non più di due porzioni settimanali di tonno. In caso si vogliano comunque consumare, si consiglia di non prevedere nella dieta settimanale altre specie di pesce, per evitare una maggiore esposizione ai possibili contaminanti.

Il mio consiglio è quello quindi di preferire pesci di altri tipi per garantire il giusto apporto di acidi grassi monoinsaturi e di acidi grassi polinsaturi a lunga catena, in particolare della serie Omega-3, tra cui il più importante è il DHA presente soprattutto nel pesce azzurro.

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