Dieta Mediterranea

cocktail light alla frutta
Giugno 21, 2017
Dieta Dissociata
Novembre 18, 2018

Dieta Mediterranea

dieta verdura

Il concetto di Dieta Mediterranea risale agli anni ’60, quando Ancel Keys coniò questo termine in seguito ai risultati dello Studio delle Sette Nazioni che dimostrarono che le popolazioni (Italia e Grecia) che si affacciavano nel bacino del Mediterraneo presentavano una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari e tumorali in confronto con le altre popolazioni studiate.

Dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità è caratterizzata da una prevalenza di prodotti vegetali, verdura, frutta, cereali integrali, legumi e dal consumo “parsimonioso” di alimenti di origine animale, soprattutto pesce, latte e formaggi magri e minime quantità di carne preferibilmente bianca. In pratica si tratta di privilegiare i prodotti della tradizione alimentare italiana consumando con moderazione olio extravergine d’oliva e sale, adottando metodi di cottura semplici e usando aromi e spezie.

Ripartizione dei nutrienti nella dieta:

  • Carboidrati: 55–60% del totale dell’apporto calorico giornaliero
  • Proteine: prevalentemente di origine vegetale; 10-12%
  • Grassi: inferiori al 30%, con buona prevalenza di monoinsaturi
  • Fibra alimentare: abbondante
  • Apporti contenuti di sale, elevati di potassio ed altri minerali
  • Elevato apporto di antiossidanti.

 

Pro e contro della dieta mediterranea:

  • Vantaggi: è un importante alleato contro la sindrome metabolica, ossia quell’insieme di condizioni (obesità, diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemie) che espongono un soggetto a elevato rischio cardiovascolare. E’ moderatamente ipocalorica, ricca di fibre che aumentano il senso di sazietà e modulano l’assorbimento dei vari nutrienti favorendo il controllo del peso corporeo.
  • Svantaggi: è accusata di far ingrassare, ma se la si fa in modo intelligente, ossia abbondando con frutta e verdure, l’effetto ingrassante non avviene in quanto questi sono alimenti con poche calorie che procurando senso di sazietà.

Per adeguarsi alle moderne conoscenze in campo alimentare dovrebbe aumentare la quota lipidica dal 25 al 30-35% dell’apporto calorico totale, aumentare la quota proteica dal 10 al 15-20%, puntare maggiormente sulla limitazione calorica e sull’attività fisica e scoraggiare al massimo il consumo di alimenti idrogenati e carni conservate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *